Anna ritorna: in quasi tre mesi si è persa e si è ritrovata.
Un pezzo di Hanoi ora viaggia verso l'Italia con lei, e me lo mostrerà oltre la patina delle sue foto.
Chissà come sarà, chissà se la troverò cambiata. Potrei dire tutto e niente
Anch'io fra un paio di giorni come lei prenderò l'aereo: l'unico mezzo che può portarti in capo al mondo e allo stesso tempo portarti nella terra di nessuno, dove tutto è ovattato e apparentemente infinito.
Mi hanno sempre incuriosito gli aeroporti, la loro concitazione e temporaneità: è una sensazione con la quale pure noi funamboli abbiamo imparato a convivere, come una valigia che, riempiendosi, paradossalmente risulta sempre più familiare e leggera.
Più penso ad Anna, più ascolto questo disco di Brian Eno: spiega meglio di tante altre cose il viaggio. Sia andata che ritorno.
Bentornata a casa, Anna.
M
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